Un reading pigro per lettori attenti alla Libreria Easy Reader!

I quaderni con storie brevi per lettori pigri di ideestortepaper si trovano in luoghi belli, che consentono di scoprire strade, botteghe e tesori antichi e nuovi di Palermo, come in un itinerario di parole e immagini, tutto da vivere.

Proprio come la Via Paternostro, in pieno centro storico, dove si trova un piccolo gioiello di storie animate da sfogliare, la libreria Easy Reader di Laura Bonomo. Libri per adulti, libri illustrati, libri pop up, classici, libri sulla street art, come quella che circonda le vetrine della libreria: un posto di storie in una strada che di storie ne racconta dal giorno alla notte.

I nostri Mostrellini, Nonna Marì, i Musicanti, il Gatto con gli stivali della vicina Vucciria, Sandocan, e tutti gli altri protagonisti delle storie e delle illustrazioni originali del collettivo storto che più storto non non potevano che trovare accoglienza anche qui!Ed è proprio da Easy Reader che le storie e le illustrazioni del collettivo storto di penne e pennelli, tornano a raccontarsi e a farsi leggere, venerdì 12 gennaio alle 18,30, in un reading pigro per lettori attenti. 

Quali le storie da ascoltare e immaginare? Il gatto con gli stivali della Vucciria, Sandocan, Nonna Marì e I musicanti di Settecannoli.

E tutti gli altri? Beh, non vi resta che seguirci nel nostro itinerario urbano di storie, libri e librerie e scovarci nei prossimi appuntamenti di ideestortepaper.

Questa settimana, intanto, vi aspettiamo tutti da Easy Reader, alle 18,30. in via Paternostro 71!

Le Memo di Smemo. 2^ puntata

Dal fondo della sala qualcuno lanciava sempre un PIRRONE, anche quando lo spettacolo ERACLITO bello. Non tutti riuscivano a seguire il FILOLAO, nell’ultimo BACONE qualcuno capita l’ANTIFONTE s’addormentava. All’uscita dal teatro ci aspettavano i fratelli AUT-AUT. Erano entrambi CALVINO, per questo indossavano un CAMPANELLA. Un VOLTAIRE si è BAKUNIN la ruota del pullmann. Uno dei gemelli ha tentato di GONCIAROV col POMPONIO, senza riuscirci. L’AUT antipatico HEGEL FEUERBACH. Gridava continuamente MUNCH. Forse aveva origini siciliane. Quando l’AUT simpatico LEVINAS il chiodo e mise la nuova JUNG ripartimmo. Il preside SANTAYANA tutti i santi. Quando finalmente giunsi a casa mangiai una CAMUS alla cioccolata. Andai a letto presto quella volta. Dalla mia stanza sentivo DERRIDA come FOUCALT. Erano i miei genitori. PAREYSON che uno dei due BOLZANO. M’addormentai e ROUSSEAU.

L’angolo delle armi deposte e della memoria perduta

Racchiuso in quell’angolo, tanti ne ho visti passare: lenti, di fretta, accorti, distratti, accompagnati, solitari, giovani, vecchi, grigi, colorati, altezzosi, timidi, sicuri, confusi.

C’è sempre qualcuno che cerca qualcosa: un libro o una stanza del grande palazzo, un artista o un’amica.

Una vaga e continua ricerca, con passi e passaggi, di volti e figure.

C’è anche chi ha perso se stesso e prova a trovarsi attraverso parole di altri.

C’è chi si è perso e basta. E chi più non si cerca.

Un cerchio, un giro attorno a se stesso, e nel mezzo gli anni passati, la vita vissuta, i ricordi che affiorano lenti e sbiaditi.

“Scusi,la Sala degli Stucchi?”

“É la sala in fondo a destra, signora. Credo che suo marito la stia cercando”.

E così: la gente anela certezze, meglio se sulle ovvietà.

É un bisogno di approdi sicuri, che prestano ascolto e danno risposte a domande di semplicità.

Oggi c’è un vecchio signore, vestito di un grigio cappotto; gli occhiali bassi sul naso, un largo sorriso che cerca uno specchio di volti reali.

Continua a girare. Si è perso, non può più tornare.

Io torno, invece, e rimango. Nel mio angolino sicuro.

Da qui vedo chi passa, chi torna, chi va e si è perso per sempre.

Ho occhi calati su un libro a colori. La storia mi piace.

“Scusi, la Sala Stucchi?” .

Ecco, riprende, non posso arrestarla, la storia continua, le vite che passano e pure la mia.

 

Immagine tratta dal lungometraggio animato “L’illusioniste” di Sylvain Chomet.