LA SINFONIA DELLA NATURA: L’ARTE DI VERONICA PIA

Scopriamo l’anima artistica di Veronica Pia, autrice e illustratrice de “Il Gallo della Foresta“, attraverso una profonda e ispirante intervista. Crescendo tra libri, viaggi e esperienze varie, Veronica Pia ha sviluppato una prospettiva unica sul mondo, fusa splendidamente con l’illustrazione e la scrittura. Un viaggio tra realismo sudamericano, macchie di acrilici e cera per il legno, che trasformano la sua camera in un laboratorio di creatività. Esploreremo le sfide, le soddisfazioni e i progetti futuri dell’ artista, determinata a rendere ogni opera un piccolo museo tascabile.

Com’è nata la passione per la scrittura? Come ti sei avvicinata al mondo degli albi illustrati?

La mia passione per la scrittura è nata semplicemente crescendo, imparando a viaggiare nei libri, e frequentando luoghi e persone diverse. Moltiplicando le mie esperienze ho capito che avevo una mia prospettiva sulle cose, e l’illustrazione fusa con la scrittura è il miglior modo per raccontare il mio essere nel mondo. Più concretamente, grazie ai docenti dell’Accademia i sono avvicinata agli albi illustrati, di cui ho capito la bellezza, la complessità e che possono diventare dei musei tascabili.

Quali sono i tuo scrittori di riferimento o stili narrativi?

Leggo tutto ciò che proviene dall’America Latina e dal realismo magico. L’unione dei delle due cose è diventata pilastro fondamentale per la mia creatività. Passo da Borges con il suo stile asciutto, poetico ma non meno duro; fino ai più densi romanzi di Cortázar in cui vi è un grande pullulare d’immagini ai limiti del magico. Questo mondo stimola molto la mia fantasia e mi fa sempre venire voglia di disegnare.

Descrivi com’è il luogo in cui di solito lavori?

Precario. Il mio tavolino componibile pare più una impalcatura da imbianchino, è macchiato di acrilici, gesso, cere e vari polveri, ciò lo rende più una linea del tempo, in cui ogni macchia segna il passaggio di un disegno. Così il tavolo mobilino porta materiali e delle cartelline compongono il mio studio dentro la mia camera. Non aiuta il fatto che negli ultimi anni mi sono trasferita spesso.

Qual è la tecnica che usi per le tue tavole?

In Accademia mi sono innamorata della pittura acrilica e la uso da vari anni sia in modo più classico, sia combinato con gesso, colla, cere e matite in modo più sperimentale. L’ultimo ingresso è proprio la cera per il legno, crea degli effetti interessanti perché non è idrosolubile a contrario dell’acrilico

Ti senti soddisfatta del risultato o stai sperimentando nuovi linguaggi?

Essere soddisfatti in questo lavoro è spesso difficile, soprattutto all’inizio. Però devo dire che talvolta mi piace quello che faccio, e sperimento spesso con piccoli cambiamenti, così quando funzionano mi viene voglia di continuare a esplorare e sperimentare in quella direzione.

Quali sono i tuoi desideri e progetti per il futuro?

I miei desideri per il futuro sono sopra le stelle, perché non mi accontento mai e sono determinata.

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