LA MIA CASA È UN CIRCO CON JESSICA ADAMO

Succede a volte che una passione possa nascere inconsciamente, è come un piccolo seme che dentro di te cresce e si fa strada nel tuo cuore. Altre volte invece arriva come un colpo di fulmine, non hai il tempo di rendertene conto che già sei stato rapito. Così a volte l’incontro con un libro, uno solo, ti cambia completamente.

Questo è successo anche alla nostra autrice Jessica Adamo che ha realizzato:

A che età è nata la tua passione per la scrittura? Come ti sei avvicinata al mondo degli albi illustrati?

La mia passione per la scrittura nasce dall’infanzia, quando ho cominciato a scrivere su un mio diario, il famoso diario segreto, su cui scrivo tutt’ora, meno assiduamente ma rimane una coccola per me. Ho sempre disegnato molto e insieme alla scrittura camminava di pari passo il disegno. Sono sincera, la mia famiglia non era una di quelle da storie prima di andare a letto, di quelle che ti leggono i libri, ma me ne compravano molti da leggere.
Ho imparato presto a leggere, avevo 4-5 anni, finché in un mercatino scopro un libro “Giovannino perdigiorno” fu amore a prima vista.
Da lì mi appassionai a Rodari e sempre di più agli albi illustrati.
E alla fine all’università frequentai proprio una specialistica in grafica e comunicazione visiva, attraverso la quale conobbi Chiara Carrer, Toccafondo, Beatrice Alemagna.
Andai alla mia prima fiera del libro di Bologna, nel 2015, e scoprii Irene Rinaldi, Sara Mazzetti, Yara Kond, Aurey Helen Weber, alcuni tra i miei preferiti, attualmente Richard Scarry è il preferito e il più letto in famiglia.

Descrivi il luogo in cui sei solita lavorare.

Il luogo in cui lavoro cambia spesso, sono un artista nomade che deve incastrarsi tra le esigenze di due bimbi piccoli. Tengo sempre tutto nello zaino, quando posso lo studio è il luogo che privilegio, silenzioso, solitario e spazioso, non sono molto ordinata e avere un bel tavolo grande mi è molto comodo. Spesso però questo luogo è il tavolo della cucina di casa e il tempo è quello tra un pisolino e l’altro.

Qual è la tecnica che usi per le tue tavole?

Ho sempre lavorato molto in digitale o mixando il digitale con il tradizionale, ma nell’ultimo periodo mi sto avvicinando e apprezzando molto l’acquarello.

Ti senti soddisfatta del risultato o stai sperimentando nuovi linguaggi?

Io, soddisfatta mai!

Quali sono i tuoi desideri e progetti per il futuro?

Non penso troppo al futuro, o per lo meno non mi interessa davvero, il futuro è il dopo, è ciò che avviene o ci sarà dopo qualcosa che io sto vivendo, facendo adesso.

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