Le storie illustrate Ideestortepaper alla Libreria Lettera 22

Sabato 27 Ottobre Ideestortepaper va in trasferta a Mazara del Vallo, con un doppio appuntamento dedicato a grandi e piccini!
I personaggi dei nostri libri illustrati si incontreranno e si divertiranno a giocare con chi prenderà parte a questo pomeriggio di letture, laboratori e storie a colori. Ecco qui il programma:

Ore 16:30 : leggeremo insieme il libro illustrato per bambini “I Mostrellini” e a seguire ci sarà un laboratorio dedicato ai bambini dai 4 ai 6 anni, dal titolo “I nuovi Mostrellini”;

Ore 18:00: leggeremo un altro libro illustrato della colanna Paper: “Il gatto con gli stivali della Vucciria”. A seguire un laboratorio,” Le tante vite del gatto”, dedicato ai bambini dai 7 ai 10 anni.

Siete pronti ad entrare nel mondo colorato, allegro e gioioso di Ideestortepaper?

Vi aspettiamo sabato alla Libreria Lettera 22, in Via Garibaldi 33, a Mazara del Vallo (TP).

“Atlante della Leggerezza”: un nuovo reading da Freschette!

Tornano le letture di Ideestortepaper, per un nuovo appuntamento di narrazione all’interno della Caffetteria Freschette di Palazzo Riso.

Questa volta il filo conduttore è il sogno, che dà vita a narrazioni oniriche e a visioni della nostra mente, trasposte sulla carta in parole e illustrazioni.

É proprio su questo doppio binario che viaggiano due nuovi “librerni”, della collana Mandamenti e Favole e storie per lettori pigri, che vi presenteremo giovedì:
– “La donna di Vicolo Viola”, di Alli Traina, illustrato da Jessica Adamo


– “5200 Battute” di Angelo Bruno, illustrato da Antonio Curcio.

Direttamente dai Passaggi del nostro sito web, arriva anche il racconto di Alessio Castiglione “Molly e le campane di San Nicolò”, una delle letture della serata di racconti e relazioni.

E infine, una storia di mare e visioni da sogno, che conoscete e amate già: “La Balena” di Sara Calvario, illustrato da Rosa Lombardo.

Ad interpretare le storie di Ideestortepaper: Sara Calvario, Francesco Cusumano, Silvia Casamassima. Le musiche sono di Giulia Cancilla.
Al termine del reading il consueto ottimo aperitivo di Freschette Caffè Riso.

Vi aspettiamo giovedi 31 maggio alle 19,00 da Freschette Caffè Riso in Corso Vittorio Emanuele 365.

“Molly e le campane di San Nicolò” di Alessio Castiglione

I colori grigi di macchine e tram imbrattano i muri della città. Quale luce riesce a rischiarare la storia dei palazzi di periferia costruiti con sabbia e cenere? Brancaccio è più vuota che mai. In mezzo a questi fumi di forni e fabbriche sempre accese abitano ancora i peccati degli spacciatori dai racconti bugiardi. Mostri a due zampe agli angoli di Piazza Torrelunga.

Molly, lontano da loro, rimase fermo per tre giorni a sentire le campane delle chiese del quartiere: Immacolatella, San Sergio I Papa, San Salvatore. Ad ogni ora del giorno i campanili scontrano i loro metalli per fare sentire ai cittadini il tempo che passa. All’ennesimo e assordante rintocco per delle orecchie di un cane, Molly si alza sui suoi passi alla ricerca del suo primo e ultimo padrone.

«FERMATA BIONE, TRAM IN PARTENZA.»

Un cane entra nella linea 1 come si entra in una macelleria. Tutti gli umani hanno le teste chine sui loro aggeggi rettangolari, come a caderci dentro. “Chissà che padrone cercano loro”, pensa un cane con il muso alto e la lingua senza fame e senza sete. Nessuno lo nota e lui, per non disturbare, non abbaia né scondinzola. Si mette all’angolo di un posto bianco ad aspettare che il grigiore quasi nero si faccia Stazione Centrale.

Scende dal tram dopo tutti i digitambuli. Non segue altra folla, ma altre campane. Conosce tutta la città. L’odore di Gabriele è rimasto sul marciapiede, sulle sedie del McDonald’s, in via Roma, in via Vittorio Emanuele, a Ballarò. Molly, appena posate le zampe sull’asfalto, va veloce come il tempo che non passa. Si desta ad ogni suo simile trapassandolo con rispetto. Non fa pipì da nessuna parte. Continua a marciare con la guida del suo fiuto intriso di memorie olfattive.

È un cacciatore di ricordi che diventano per un cane posti in cui tornare. “Ah… Se solo casolari e portici fossero persone… Si potrebbe tornare sempre da loro…”Perché la città non scompare d’improvviso come è successo a Gabriele, quella notte che legò il suo cane perché non lo seguisse più in altri posti brutti e pericolosi. Molly era buono, piccolo e basso, con un collare rosso e due denti caduti. Non particolarmente bello né migliore di nessun altro. Per questo era stato scelto da Gabriele quel giorno in cui decise di non voler essere più solo. Da quel momento furono due, insieme, sopra i bassifondi e le vette del loro mondo.

“Molly, stai sempre a terra. Ti porto a vedere il cielo.”

Il nuovo padrone prese il suo fedele amico in braccio e lo portò in alto. La prima volta andarono lì dove tutti non potevano stare: tra le nuvole. Rimasero il tempo di un tramonto che si fece vita. Tutto incredibilmente ebbe senso e significato: essere un cane, vedere il cielo, avere Gabriele come padrone. Molly oggi è tornato qui, in mezzo a queste quattro mura che si affacciano sulla città di Gabriele.

Suonano le campane quando finalmente raggiunge Gabriele, e nessun visitatore si accorse o seppe mai perché un Parson Russell Terrier arrivò da solo in cima alla Torre di San Nicolò.

L’illustrazione in copertina è di Jessica Adamo 

I racconti del mare in terrazza: il 20 aprile da Kaleidos!

Aprile è tempo di Primavera ed è anche tempo di vita all’aperto, di riscoperta di posti in cui lasciarsi baciare dal sole ancora tiepido, o di nuovi luoghi in cui assaporare le dolci ore del tramonto, di giorni più lunghi che ci regalano luce e luna insieme.

Aprile è anche tempo di nuove uscite editoriali per Ideestortepaper. E allora abbiamo deciso di proporvi un nuovo incontro con le letture che hanno come tema il mare,ispiratore di una collana dei nostri librerni.

Del resto anche il mare è una “riscoperta” della Primavera, che ci avvicina sempre più ai giorni dell’estate in cui ci immergiamo nel blu e negli azzurri dalle tante sfumature.

Eccole qui, allora, le nostre storie di mare che trovano accoglienza, venerdì 20 aprile alle 19,00, in un altro bellissimo spazio di Palermo: Kaleidos,una guest house situata nell’aera pedonale di via Maqueda, tra il teatro Massimo e i Quattro Canti.La struttura ospita anche eventi, laboratori, mostre, corsi, sia all’interno che nel suo bellissimo spazio esterno: una terrazza che si affaccia direttamente sui tetti di città.

Foto tratta dal sito web di Kaleidos Palermo

Ed è proprio qui che si svolgeranno le letture dei nostri racconti: Emi e le conchiglie, Parlare al vento, e la nuovissima uscita, La balena. Potete leggere gli incipit dei racconti e osservarne le illustrazioni di copertina, nella sezione catalogo del nostro sito.

Anche all’interno di Kaleidos figurano pesci e ambienti marittimi, pronti a calarsi ancor più nelle storie di mare, vita, morte e blu dei nostri librerni.

Foto tratta dal sito web di Kaleidos Palermo

Al pomeriggio di letture sul mare, però, volevamo aggiungerne un’altra, che parla sempre di cose e persone a noi vicine e care. Si chiama “Quanto costano le fragole” ed è un racconto scritto da Claudio Sicilia, che potete leggere, con un’illustrazione originale, nella sezione Passaggi di questo sito.

Leggono le storie di Ideestortepaper: Nunzia Lo Presti, Sara Calvario e Francesco Cusumano.

Vi aspettiamo da Kaleidos in via Maqueda 256, venerdì 20 aprile a partire dalle 19,00

E al termine delle letture, un fresco aperitivo sotto il cielo blu della nostra Palermo!

Un nuovo racconto della collana Mare: “La balena” di S. Calvario, illustrato da Rosa Lombardo

Ci sono cose che inaspettatamente ti avvicinano alle altre persone. Come su un’onda, in sospensione; come nel salto di una balena che affiora dal mare per qualche istante, per poi ritornarvi e sparire per sempre.

Ne “Il libro degli esseri immaginari”, J.L. Borges dedica alla balena un paragrafetto, citando un “bestiario anglosassone”. La Fastitocalòn, così la chiama

“ha l’aspetto di una pietra rugosa ed è come ricoperta di sabbia; i marinai che la vedono la scambiano per un’isola. Ormeggiano i loro vascelli dall’alta prua alla falsa terra e sbarcano senza temere alcun pericolo. Preparano il bivacco, accendono il fuoco e si addormentano, sfiniti. La traditrice si immerge allora nell’ocean; cerca il suo abisso e lascia che il vascello e gli uomini anneghino nella sala della morte”.

“La balena”, di Sara Calvario, è un racconto di incontri, di amori, di un mare che è lontano, di vita che ti sorprende e di cose sospese che fino alla fine non riesci a capire sino in fondo.

Con le illustrazioni di Rosa Lombardo, regina dei mari e dei blu, il nuovo racconto Ideestortepaper della collana Mare, in uscita questo mese e disponibile nel nostro catalogo on line.

Il brano di Borges è tratto da J.L. Borges, “Il libro degli esseri immaginari”, Edizioni Theoria, 1989, Roma-Napoli

 

 

Un workshop di scrittura (creativa e un po’ cretina) al Pmo coworking!

Creativa o cretina? Se un aggettivo sembra dar qualità, l’altro parrebbe sprofondare il sostantivo a cui si riferisce in una posizione di subalterna inferiorità.

Di che stiamo parlando? Della scrittura naturalmente!

Nel dubbio, cercheremo di accontentare tutte e due le tendenze, in un workshop che userà il gioco, ma anche il rigore della creazione, come espediente per mescolare parole e creare storie.

Del resto, anche Bruno Munari, che di creativtà, fantasia e immaginazione se ne intendeva, diceva che occorre fondere “il rigore del progetto con il gusto del bello e del fantasioso” e lo faceva con due cucchiai sugli occhi!

Si può essere creativi, essendo cretini e viceversa!

Qui Eliana Messineo vi spiega cosa sarà “Creativa a chi? Workshop di parole, gioco e narrazione.

Qui invece, trovate il form per iscrivervi e tutte le informazioni di dettaglio sul workshop.

Vi aspettiamo, giocosi, liberi e pieni di storie nella testa, sabato 14 aprile, al Pmo coworking in via P. Di Belmonte 93!

Fiabe storte nel bosco con Palma Nana!

C’è un posto più magico di un bosco per leggere e raccontare delle storie? Se poi le storie sono quelle di Ideestortepaper, l’abbinamento con la natura è proprio perfetto.

Ed è per questo che abbiamo accettato, con molto entusiasmo, l’invito della Cooperativa Palma Nana a partecipare a uno dei loro week end immersi nella natura rigogliosa delle Madonie, nel borgo di Serra Guarneri. 

Il borgo, come ci raccontano gli amici di Palma Nana, nasce nell’ottocento come stazione di posta della transumanza. Dopo un lungo periodo di abbandono, Serra Guarneri è diventato, prima un Centro Botanico, per lo studi delle piante del Parco delle Madonie, e poi un Centro di Educazione Ambientale del WWF, sede dei Campi Scuola, Giornate in Natura, Week End, dei Campi Avventura e delle Vacanze Natura che la cooperativa organizza.

L’allegra ciurma di Ideestortepaper parteciperà ad una di queste giornate di immersione nella natura.Quando? Domenica 6 maggio, iniziando la giornata con una passeggiata guidata nel bosco di Guarneri tra le querce, i frassini e i corbezzoli, lungo un percorso adatto a tutti, anche ai più piccoli!
Dopo la passeggiata saremo felici di raccontare le storie più magiche di Ideestortepaper a tutti i partecipanti, che riceveranno, per l’occasione uno dei nostri “librerni”. Che aspettate a prenotare il vostro posto nella natura?

Tutte le info sul programma del week end in cui ci saremo anche noi, potrete trovarle cliccando qui.

Ci vediamo nel bosco!

 

Creativa a chi? Workshop di parole, gioco e narrazione

  • Destinatari: ragazzi e adulti (dai 14 ai 99 anni)
  • Durata: 4 h (Sabato 14 Aprile dalle ore 10-14)
  • Dove: Pmo coworking, via P. Di Belmonte 93 – Palermo
  • Numero partecipanti: max 10
  • Contributo di iscrizione:  50 euro da versare il giorno stesso del workshop; i partecipanti riceveranno in omaggio un “librerno” Ideestortepaper e una penna
  • Info: tel.  3283016849 – mail:  info@ideestortepaper.com

Cosa è?

Quanti sono i corsi di scrittura creativa sparsi nel mondo virtuale del web e in quello cartaceo delle pubblicazioni di settore? Moltissimi. Pure troppi. E tutti, in qualche modo, sembrano voler definire gli ambiti della creatività e della scrittura, racchiudendoli in un esercizio di stile, che poco spazio lascia al gioco, al divertimento, alla sperimentazione, ma anche al rigore dell’atto creativo.

Tutti siamo nati per essere scrittori? Probabilmente no. Ma tutti possiamo divertirci a  giocare con le parole, con la nostra immaginazione, con le ispirazioni che vengono dai nostri sensi, dal mondo esterno, da immagini e da vita vissuta o in corso.

E questo è proprio un “non corso”, un piccolo e breve percorso un po’ anarchico che non vi darà dei consigli su come diventare scrittori, ma proverà a stimolare la vostra fantasia attraverso il gioco, le parole, il divertimento creativo.

Cosa si fa?

Il workshop è ispirato da quello che ci circonda quotidianamente: immagini, odori, suoni sapori, emozioni, fantasie, sogni, visioni, letture, desideri, passioni.

Ognuno ha i suoi “motivi ispiranti e ispiratori”. Cercheremo di metterli insieme, con buona pace di Gianni Rodari, Bruno Munari, Italo Calvino, Raymond Queneau, Raymond Carver, Umberto Eco, Stefano Bartezzaghi, Davide Enia, Niccolò Ammaniti, Anna Maria Testa, la letteratura per ragazzi, le fiabe, le storie ascoltate o viste per strada.

I temi dei giochi di parole, lingua, stile e scrittura, viaggeranno su questi binari:

  • Perché un “non corso” di scrittura creativa
  • Cosa è la creatività; cosa è la fantasia
  • Scrivere per giocare, per raccontare, per avvicinarsi agli altri
  • L’immaginazione e il rigore: scomporre e interpretare la realtà
  • Il gioco creativo come un labirinto
  • Inventare una storia da un’ immagine, da un ricordo, da un personaggio, da un luogo
  • Incipit e finale
  • Lo stile narrativo e le lingue possibili
  • Il protagonista di una storia
  • Scrivere una storia breve

Cosa vi diamo?

Ai partecipanti sarà fornito il necessario per svolgere gli esercizi di scrittura e gioco creativo del workshop: un quaderno (“librerno”) firmato Ideestortepaper, su cui appuntare, scrivere, inventare pensieri, riflessioni, storie e una penna con cui gettare inchiostro sulle pagine bianche tutte da riempire!

Cosa serve?

Non serve avere esperienze pregresse in corsi analoghi. Non serve essere scrittori. Basta solo avere voglia di giocare e di condividere parole e sogni, insieme ad altre persone, in poche ore in cui tutto può succedere, proprio come in una storia di cui non si conosce il finale.

Chi lo conduce?

Eliana Messineo, “scrivana” e Presidente di Ideestortepaper.

Per iscriverti compila questo form:

Creativa a chi? Workshop di parole, gioco e narrazione
condotto da Eliana Messineo
Sabato 14 aprile dalle 10 alle 14
Pmo coworking, Via P. Di Belmonte 93

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“Quella cosa che succede ai rospi” di Antonella D’Amico

Si stavano ancora chiedendo com’era avvenuta la morte del rospo. Eppure era di una logica impeccabile, posto che non avevano fatto altro che catturarlo e lasciarlo marcire dentro una gabbia.

Nei giorni precedenti, erano andati a raccogliere gigli in vista della novena, che sarebbe iniziata tra i primi banchi della chiesa, per protrarsi fino al principio dell’estate.

Carlo sapeva bene che il rospo sarebbe morto; quello che non si spiegava era l’attrazione che circondava l’evento, la malsana curiosità di voler ammirare la pelle di un anfibio raggrinzita e pietrificata a causa dell’assenza di acqua.

Nella casa diroccata, dove avevano nascosto la gabbia del rospo, si entrava di soppiatto, dalle sbarre di ferro, facili da attraversare per i privilegi dell’età. Si spingevano sino al primo piano, stretti, con la schiena al muro. Metà della scala era crollata, motivo per cui bisognava mantenere l’equilibrio nello schivare i rami che, dalle finestre, sporgevano verso l’interno. Quella casa pareva costruita al contrario, come una maglia infilata male. C’erano solo letti di falò. Lì dentro, ricostruivano una vita che immaginavano ordinaria e pulita, con le donne che cucinano polpette di sabbia bagnata e spezzano il basilico con le mani. Quell’odore era casa. Quell’odore era Luisa, con le unghie nere di more.

Anche Luisa andava sino al piano di sopra per osservare l’agonia del rospo, per stuzzicarlo con i rametti o solleticarlo con le foglie degli ulivi. A quei tempi, la morte era quella cosa che succede ai rospi.

Nell’estate della novena, ci si riuniva ai piedi dei santi, per recitare le litanie. La parte più bella era la pietà. Pietà, Signore. Pietà, angeli e santi. Pietà. Una pietà annoiata.

Carlo sapeva di dover recitare il rosario al posto di sua madre. “Gesù lo sa che non ho tempo”, diceva lei. Doveva recitarlo per intero, altrimenti suo padre sarebbe morto.

Anche Luisa recitava, seduta sulla sedia di corde e legno. Luisa dai capelli lisci e morbidi, continuava a guardarsi le punte dei piedi, che dondolavano allegramente sotto la sedia.

In realtà, entrambi sarebbero scappati volentieri per infilarsi in quella casa, a guardare il rospo in gabbia, a spiare ogni singolo e minimo movimento della morte. Una morte annunciata, senza alcuna ipotesi di salvezza.

Intanto, Carlo stuzzicava dio con i grani del rosario. Gli chiedeva salvezza per il padre. Gli avrebbe, poi, chiesto anche Luisa, con i suoi capelli morbidi, con quei piedi che dondolavano sotto la sedia. Avrebbe chiesto pomeriggi o una vita intera da trascorrere a veder morire rospi e raccogliere gigli, che avrebbe portato ai piedi dei santi per i secoli dei secoli.

Di certo, suo padre sarebbe morto se non avesse terminato il rosario della novena.

Carlo credeva che se avesse rinunciato a tutto, alla marmellata di more, ai rospi, alle corde e ai giochi sul muretto, persino a Luisa, suo padre sarebbe rimasto in vita.

Tutto il resto era lei, Luisa che leggeva libri difficili e stava sempre muta e ferma davanti al fiume secco. Avrebbe voluto solamente afferrarla, scuoterla, darle vita; senza capire che lei stessa era la vita che veniva, che apriva le porte, che faceva sbattere le finestre.

Intanto, suo padre se ne stava sul letto a guardare il soffitto, nascosto dietro la libreria del salotto.

A quei tempi, la morte era quella cosa che succede ai rospi.

Il padre di Carlo morì nella notte, che era ancora estate. Niente sarebbe riuscito a risvegliarlo. Anzi, i medici si chiedevano come fosse riuscito a durare così a lungo. Prese a immaginare il suo corpo nell’istante della morte: lo pensò col sangue depositato sulla schiena o lungo la parte inferiore degli arti, trasformato in tronco nero e solido.

Per prima cosa, dentro la bara, gli sarebbero saltati via gli occhi. Lo immaginò gonfiarsi sino a esplodere. Comparò questa immagine con la cravatta che gli solleticava la guancia. E ancora, ne immaginava la postura lungo la riva mentre si immergeva e nuotava per metri che parevano chilometri – si ricordò della paura di non vederlo riemergere – e invece riemergeva sempre.

Riemergeva senza occhi e poi esplodeva come un rospo.

Molti anni dopo, al caffè del centro, Carlo rivide Luisa e le raccontò banalmente di quell’insano desiderio che provava per lei e che l’aveva mosso da piccolo, quando pregava che il padre si salvasse. Glielo raccontò in maniera innocente, come fosse un segno.

Le disse che quel giorno, mentre sperava di essere ascoltato, evidentemente aveva scelto lei.

Le parlò del freddo che faceva nel paese in cui suo padre era stato seppellito, dei cadaveri che non si decomponevano con l’aria di neve, del rintocco sordo delle campane nella valle, mentre lui sceglieva. E sceglieva lei, la marmellata di more, il rospo rinsecchito, i gigli ai piedi dei santi. Lei e non suo padre che intanto moriva sotto strati di terra innevata, che si immergeva senza occhi e che ancora non si decideva a decomporsi.

Luisa, di tutta risposta, gli disse che la morte in fin dei conti rimane quella cosa che succede ai rospi.

Gli disse, ancora, che aveva preparato la crostata di more e, se avesse voluto,poteva salire al piano di sopra e assaggiarla.

Un racconto breve di Antonella D’Amico per Ideestortepaper

L’illustrazione in copertina è di Mariagiulia Colace

Tanti auguri a tutti i papà!

É il 19 marzo e oggi si festeggiano i papà, quelli che ci tengono tra le loro braccia, sin da piccoli, e che ci raccontano le storie della buonanotte, con un bacio prima di andare a dormire.

Come il Ragionier Bianchi, sempre in viaggio per lavoro, che ogni sera, alle nove, raccontava una favola brevissima alla sua amata figlia. Lo sapeva, Gianni Rodari, di quanto siano importanti le storie per crescere bene!

E come “Le favole al telefono”, anche le altre storie sono piene di papà che proteggono i propri figli dalle difficoltà della vita, riempiendo il loro presente di racconti fatti di certezze e affetto.

Anche le storie di Ideestortepaper narrano di padri che accolgono, riscaldano, raccontano storie, insegnano a vivere, lasciando però lo spazio ai propri figli, di sbagliare, di provare con la propria pelle cosa voglia dire crescere e stare al mondo.

Come lo zio Vicè, il papà di Tanino, ne “Il gatto con gli stivali della Vucciria”, che si sacrifica una vita intera per dare al proprio figlio sfaticato un’educazione e un futuro sereno.

O come il papà di Edith, che raccoglie cacao, scuro come la sua pelle, per consentirle di iniziare una nuova vita a Ballarò, insieme a tante nuove mamme e tanti nuovi papà.

O ancora i papà che lottano con il mare, ma che nel mare trovano anche la pace, dialogando con i propri figli per tutta la vita, attraverso una conchiglia, come in Emi e le conchiglie e in Parlare al vento.

E allora, cari papà del mondo, raccontatele sempre le storie belle, perchè i vostri figli se le ricorderanno per sempre!

Tanti auguri a tutti voi, dai nostri papà e da Ideestortepaper!

Storte e Fantastiche Creature da Bed & Book!

Continua il nostro tour in giro per i posti belli di Palermo, a raccontare le storie storte del nostro collettivo!

Questa volta ci ospita un luogo che è un po’ un B&B, un po’ una libreria, ma è soprattutto uno spazio di incontro tra persone, di costruzione di relazioni attraverso la cultura, le parole, le arti.

É Bed & Book, che domenica 18 marzo organizza un evento molto speciale a cui non potevano mancare.

“Storte e Fantastiche Creature” sarà una Domenica di Primavera, di letture, presentazioni e visioni fantastiche, condivise con Bed & Book e con la casa editrice Il Palindromo, che presenterà la sua nuova opera editoriale “Creature fantastiche di Sicilia” di Rosario Battiato e Chiara Nott.

L’evento inizierà alle 17,30 e si svolgerà tra gli spazi interni di Bed & Book e il suo verde giardino, che accoglierà tutti i partecipanti, in una sorta di benvenuto alla Primavera, che ci auguriamo riscalderà tutti quanti.

Se il meteo non dovesse regalarci miti temperature, non temete!

Provvederanno a riscaldarci le illustrazioni in mostra negli spazi di Bed & Book, tratte dalla pubblicazione del Palindromo e dai nostri quaderni con storie brevi, e naturalmente le storie che saranno narrate nel corso della serata.

Per l’occasione, Ideestortepaper presenterà alcune delle sue storie “più fantastiche”, compresa una nuovissima uscita nella collana Mandamenti:

“Una volta per sbaglio” di Nunzia Lo Presti, illustrato da Mariagiulia Colace, collana Favole e storie per lettori pigri;

“Sette Fate di Ballarò” , un nuovo racconto di Gioacchino Lonobile, illustrato da Nina Melan, collana Mandamenti;

“Parlare al vento” di Adele Cammarata, illustrato da Rosa Lombardo, collana Mare;

Leggono le storie di Ideestortepaper: Nunzia Lo Presti e Mariagiulia Colace. Le musiche sono di Giulia Cancilla.

Qui il link all’evento fb con tutti i dettagli per partecipare a questa giornata di magiche e fantastiche letture!

Vi aspettiamo da Bed & Book, domenica 18 marzo alle 18, in via Collegio del Giusino 15.

 

Sette fate di Ballarò: un nuovo racconto Ideestortepaper!

Chi lo dice che le fate vivono solo nei libri di fiabe per bambini e vestono tutte di turchino e di rosa?

Ci sono fate dai lunghi capelli, belle come le più belle tra le donne, che arrivano in sogno, traghettandoti, come in un mare calmo, da dolci sogni ad ancor più dolci realtà.

Il loro abbraccio è materno ma anche sensuale, ed è reso caloroso dall’anima dei luoghi, delle cose e delle persone che le generano.

“Sette fate di Ballarò”, una favola senza tempo, ambientata in uno dei quartieri più magici di Palermo. Un racconto breve di Gioacchino Lonobile, illustrato da Nina Melan, per la collana Mandamenti.

Lo trovate nella sezione Catalogo del nostro sito e in vendita nelle librerie che accolgono i nostri quaderni con storie brevi per lettori pigri.