La quadratura della tavola rotonda

Il ragazzo di Camelot fu scelto per andare in giro di paese in paese per raccontare cosa fosse Camelot.

Ecco, a me sabato scorso è stato chiesto di fare il ragazzo di Camelot e cioè l’ufficio stampa di questa nuova, piccola ma decisa, casa editrice: ideestortepaper.

Esserci ritrovati attorno ad una tavola (anche se non rotonda) sabato mattina per conoscere gli altri e raccontare come ognuno di noi intendesse costruire questa piccola grande idea è stato come diventare un cavaliere e giurare eterna fedeltà ad un gruppo di compagni.

La cosa che si è percepita più di tutte è stata l’incredibile sintonia d’intenti che si è creata tra i vari cavalieri presenti, come se questa nuova possibilità fosse un bisogno comune.

La possibilità è quella di raccontare, ognuno con la propria sensibilità e capacità, delle storie e proprio sabato abbiamo deciso che partiremo dai Mandamenti di Palermo.

L’entusiasmo non manca e nemmeno tutto il resto e quindi ciancio alle bande! Partiamo!

Le sette virgole capitali

VERBALE DELL’ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI DEL 25/11/2017

Il giorno 25/11/2017 (è un sabato mattina) alle ore 11:30 (c’è del buon senso nell’orario scelto) si riunisce al Vicolo4 il collettivo di Ideestortepaper.

Ordine del giorno: chi siamo?, cosa è Ideestortepaper?; perché noi?; cosa facciamo?; come ci costituiamo?; quali sono le regole?; come e dove continuiamo?; Varie ed eventuali

 Di seguito il verbale degli avvenimenti:

  Siamo in 7, il numero è già un buon risultato, gli assenti sono in 4 ma successivamente già presenti ai primi passi dell’associazione. Ci sono tre scrittori, due illustratori, una botanica e una che legge libri.

 Ideestortepaper è una casa editrice, che pubblica racconti brevi per gente pigra.

 Noi siamo lì per passione, perché ci piace leggere, scrivere, illustrare, raccontare, sia pure solo per partecipare.

  Pubblichiamo la prima collana, si chiamerà i Mandamenti. Saranno piccole storie di gente grande all’interno dei Mandamenti di Palermo. Un libro-quaderno, una cosa nuova, una cosa bella. Parliamo già della seconda e della terza collana.

  Siamo un’associazione.

  La regola è non avere regole, se non la partecipazione, con scritture, disegni, silenzi e assenzi.

  Facciamo un blog, il sito c’è. E un gruppo segreto.

  Alla riunione registriamo la presenza di numero due spettatori (già curiosi di quest’idea malsana); una confezione di brioscine (per ovviare all’orario pre pranzo); un tizio che chiede di una ipotetica inaugurazione all’indirizzo della riunione (anche questo è un buon segno).

Visibili infine tracce di felicità, entusiasmo e curiosità. Partiamo.

L’immagine in evidenza è tratta dal libro Odissea illustrato da Manuela Andreani,per white star kids

La versione del Notaio Ubaldo De Regolo

In data 25 novembre 2017, alle ore 11,45 presso Il Vicolo, in Vicolo San Carlo 4 a Palermo, in presenza del sottoscritto, il Notaio Ubaldo De Regolo, appartenente al Foro Notarile del Mandamento Tribunali – Sottosezione Kalsa, distretto Via Alloro, Residence “L’oasi del Condominio” , Portiera Sig.ra Rosalia Zerbinetti, bagno in fondo a destra,

secondo la legge 681979 art. dal 145 al 2020, commi 1,2,3,4,5,6,7,8,tippete, tappete e un biscotto, si riuniscono i seguenti soggetti (di forme, colori e temperamenti molteplici):

– Angelo Bruno, barbuto ex portiere di calcio, ai più noto come “Mister”

– Rosa Lombardo, amica di pesci, barche, pennelli e strane penne giapponesi

– Eliana Messineo, scrivana di concetto, con velleità scrittorie libertarie

– Laura Lombardo, raccoglitrice di epigrafi e fotografa di memorie e di incontri

– Giulia Cancilla, esperta verde di frutti antichi e vocaboli botanici incomprensibili

– Alessia Rotolo, distributrice parsimoniosa di parole parlate ma abbondante di parole pensate

– Gioacchino Lonobile, riccioluto e scientifico ricercatore di storie, dall’accento nisseno

Presenti non parlanti:  pesci, umanoidi, animali ibridi non meglio identificati, sparsi sui muri e sui tavoli

Si delibera quanto segue:

I presenti pensanti, parlanti, proponenti, pertinenti, puzzolenti… (forse è meglio finire qui), praticanti parole e disegni, in forme sparse, in modalità libere, in volontà anarchiche e in pensieri storti in cerca di equilibrio,

dopo ampio dibattimento, sguardi indagatori, orecchie in ascolto e idee in movimento, deliberano:

  1. Di costituire l’Associazione senza scopo di lucro, ma con scopo di liberazione di idee e soddisfacimento di esigenze primarie di narrazione, a cui è dato il seguente nome: Ideestortepaper.
  2. Il nome è da intendersi per esteso e tutto attaccato, impossibile da scindere in quanto elemento costitutivo e ricostituente delle future attività associative, qui di seguito elencate:

a. dare sfogo alla creatività e darle senso, nelle forme padroneggiate da ciascun sottoscrittore, senza escludere promiscuità di stili, strumenti e modalità espressive, qualora liberamente scelti dalle parti;

b. raccontare storie di persone, personaggi, luoghi, strade, memorie, presente e futuro di Palermo e dintorni;

c. stimolare alla lettura i lettori pigri, adulti e bambini. Anzi,proprio e soprattutto questi ultimi qui, di solito bassi e tendenti alla crescita, così da non diventare pigri da adulti e risolvere il problema. Nel qual caso occorrerà riformulare lo Statuto associativo e trovare nuovi scopi per l’esistenza legittima del collettivo umanoide qui materializzatosi. (Tariffe agevolate dello studio De Regolo per i clienti storti che cambiano idea spesso);

d. iniziare delle storie e lasciare delle pagine bianche, per gli scrittori potenziali e timidi.

Diritti e doveri dei soci

I soci fondatori sono tenuti all’osservanza delle seguenti regole di condotta, pena l’immediata decadenza dalla carica:

  1. scrivere e disegnare solo se è lo stomaco, collegato al cervello e alle mani, che te lo impone. I segnali sono: fuoco interno, irrequietezza, pensiero fisso, elucubrazioni mentali, immedesimazione facciale e corporea con le vicende e i personaggi descritti, delle storie covate come un semino nella propria interiorità;
  2. divertirsi, sorridere e spendere tutti i soldi raccolti con i contributi dei futuri associati e sostenitori dell’Associazione, in luculliani pasti, innaffiati dal dolce nettare degli dei, da condividere con quanti più storti possibile. Se i tentativi di darsi un equilibrio alla fine dei pasti suddetti risultano di difficile realizzazione, vorrà dire che sarà stato mantenuto l’obiettivo primario dell’associazione;
  3. I diritti e i doveri, in questa associazione, coesistono: non rompere le scatole e rispettarsi vicendevolmente.

 Organi dell’Associazione (oltre allo stomaco, il cuore, il fegato, ecc.)

  1. Il Presidente dello squilibrio: colui che tenta (non riuscendoci) di dare equilibrio agli storti;
  2. Il Comitato delle parole: si occuperà di vigilare sul rispetto della grammatica italiana e sul divieto di utilizzo del piuttosto che in forma disgiuntiva;
  3. Il Gran Consiglio dei pennelli: si occuperà di catturare immagini, sogni, rappresentazioni del mondo esterno, rispettando ogni colore per quello che è e mischiandoli fra loro in modo tale da non arrivare mai a tinte pallide o smorte;
  4. Il Tesoriere delle emozioni e delle esperienze: sarà garante e memoria vivente, nel caso di dimenticanze dei soci, delle ragioni sentimentali e passionali per le quali l’Associazione è stata costituita.

 Disposizioni di finali possibili

Per tutto quanto non previsto espressamente dal presente statuto, si rimanda alla normativa vigente in materia. Che non esiste. Ve la scrivete voi.

Le parti, letto ( o anche no) il presente atto scritto, lo approvano e lo sottoscrivono. Alcuni anche con un disegno, gli analfabeti con una X.

Palermo, lì 25/11/2017

Divagazioni

Quando arrivai all’altezza della fontanella a mezzeria tra la chiesa dei Cocchieri e il giardino dei Giusti, ricordai che diversi anni prima, nello stesso luogo, un ragazzino di Ballarò era caduto in maniera rovinosa scivolando sulle basole bagnate, stava scappando da un’orda di coetanei della Magione che lo inseguivano. Di certo questa storia, a parte il luogo, aveva ben poco a che vedere con il motivo per cui mi trovassi là.

Da mezz’ora erano passate le undici e dal medesimo tempo era svanita la mia puntualità. L’appuntamento era fissato per le undici di sabato. Mattina. Sabato mattina. Il sabato è il primo giorno in cui non lavoro dopo una settimana. Il sabato mattina, come tutti sanno, è preceduto dal venerdì notte, e detto ciò penso non sia necessario aggiungere altro sul mio ritardo. Anzi, solo un’ultima precisazione sull’argomento: posso definirmi una persona abitudinaria, ad esempio il sabato mattina, come anche la domenica, sono solito prendere il caffè nel mio bar di fiducia, eviterò di dire quale perché il proprietario, nonché gestore, di cui ho conquistato la fiducia nel corso di svariati anni, non ci tiene alla pubblicità gratuita, dice che la gente non si fa mai i fatti propri. Ciononostante posso garantire che il caffè è ottimo, dovrebbe esser bevuto senza zucchero, non amaro, ma senza zucchero e prima di assaporarlo andrebbe passato un cucchiaino, dopo esser stato immerso nel liquido denso, sul bordo della tazzina bollente, in modo che le labbra entrino a diretto contatto con quella delizia, senza bruciarsi. Quel sabato mattina, essendo in ritardo, non potei adempiere a quella solita abitudine, ma la cosa non mi turbava particolarmente, anche perché aspettavo da tempo il giorno di quella prima riunione.

Ero fermo davanti la fontanella, lì dove diversi anni prima un ragazzino era passato in direzione di piazza Magione, e dopo una ventina di minuti era corso verso il lato opposto, via Roma, con un quaderno giallo tra l’elastico dei pantaloncini e la maglietta, fuggiasco, non sapeva ancora che per i suoi amici sarebbe diventato un eroe, solo per una mattina. Ma una mattina da bambini è lunghissima. Ero dunque in via Alloro e non conoscevo il luogo esatto dell’appuntamento, poteva essere qualunque civico dall’incrocio con via Paternostro, che un tempo fu rua, fin dopo la chiesa della Gangia, dove due uomini avevano trovato la salvezza attraverso una buca, nel quartiere che gli arabi chiamavano l’Eletta, e i suoi abitanti, che erano pescatori e seggiari, chiamavano la Ausa aspirando la prima lettera. Il luogo esatto doveva essermi comunicato da una telefonata, la quale arrivò dopo qualche istante dalla mia comparsa davanti la fontanella, della quale si è già parlato abbastanza. Alzai gli occhi e vidi Alessia, con la quale stavo parlando al telefono e Angelo che l’appuntamento l’aveva fissato. Ero nel posto giusto.

“Scusate il ritardo” dissi “C’erano delle divagazioni”.

La versione Rosa

La mia versione su quello che è accaduto ieri nel mio laboratorio non poteva che essere “illustrata”

 

Ieri è spuntato un piccolo albero pieno di bella gente, di idee storte e dritte, di parole e propositi, di progetti e pensieri, di passione per carta e penna.

Ieri è nato l’albero di IDEESTORTEPAPER.

Praticamente abbiamo
Già iniziato a lavorare per la
Prima fioritura.

Buona attesa…😊

Rosa larotellina

C’era una volta

Dopo 612 mesi di attesa, Angelo Bruno riuscì a riunire una decina di anime attorno ad un tavolo, per spiegare loro le sue insane intenzioni. Creare una casa editrice anarchica, libera, senza logiche, fatta da anime sensibili che amassero i libri, l’arte, la letteratura, la scrittura, l’illustrazione. Invitò undici anime. Sette si presentarono allegre e contente. Quattro seguirono la via di una quotidianità segnata da impegni già presi. L’incontro avvenne nell’atelier dell’acquerellista turneriana Rosa detta larotellina. Queste poche parole rappresentano il tentativo personale di riassumere i contenuti della prima riunione che ebbi la fortuna di seguire, mentre lavoravo il cuoio delle mie borse. La prima ad arrivare fu Eliana di cui mai capì come pettinasse i capelli, si faceva accompagnare da una confezione di 24 brioscine. La seconda si chiamava Giulia, esperta di percentuali, amava catalogare gli umani secondo la quantità di parole o di suoni emessi durante le ventiquattrore. Di Giulia ed Eliana potrei dire che frequentassero lo stesso parrucchiere. A seguire si materializzò Laura (uso forse a sproposito il verbo materializzarsi trattandosi di umano “sottile”, in tutti i sensi). Alessia e Gioacchino dovevano essere i vip importanti, gli scrittori affermati. Lo capii perchè si fecero aspettare e puntualmente arrivarono in ritardo.  Angelo prese la parola, si capiva dai continui balbettamenti che non avesse un’idea precisa di cosa dovesse dire. La vaghezza degli argomenti si dissolse quasi subito, quando tirò fuori da un angolo della mente una lista di cose da fare:

  • 1- raccontare storie brevi per lettori pigri
  • 2- Raccontare le storie nella seconda e nella terza di copertina in quaderni di formato 12 x 20 cm
  • 3- Illustrare le storie nella prima e nella quarta di copertina
  • 4- la prima collana di quaderni si sarebbe chiamata MANDAMENTI (l’idea era di Alessia e Gioacchino) ed avrebbe raccontato storie piccole di gente grande
  • 5- la seconda collana di quaderni si sarebbe chiamata “FAVOLE BREVI PER LETTORI PIGRI” ed il formato ed i contenuti avrebbero avuto gli stessi contenuti della collana MANDAMENTI
  • 6- la terza collana avrebbe pubblicato Illustrati per bambini
  • 7- la quarta ed ultima collana avrebbe riguardato solo le parole, quindi ROMANZI
  • 8- della terza e quarta collana non uscì fuori il nome
  • 9- strutturarsi giuridicamente in associazione
  • 10- lasciare libero l’impegno dei singoli partecipanti
  • 11- divisione dei diritti al 50%. 50% all’autore + 50% all’associazione
  • 12- Organizzare workshop di scrittura, illustrazione, disegno per bambini ed adulti

Accaddero più fatti e tutti convulsamente. Giulia non capì perchè si trovasse li. Eliana raccontò di sedie e storie al contrario. Laura conosceva praticamente tutti, anche i quattro assenti. Rosa pareva felice per tutto ciò che stava accadendo. Gioacchino tirò fuori da una borsa da postino libri e racconti vari. Alessia seguiva il corso dei suoi pensieri, che tradurrei con un “ma quando si mangia?”. Laura si impegnò a creare un gruppo segreto nella piattaforma social dal nome facebook. Angelo decise di sancire il momento con una firma da apporre su una pagina bianca di un quaderno.

Tutto ciò che avvenne dopo, accadde lì dove non fui mai autorizzato ad esserci: facebook.

Alessio

 

favole per bambini

Favole brevi per lettori pigri

Favole per bambini? Favole brevi per lettori pigri è il nome della prima collana di IDEESTORTEPAPER. Sembrano libri, in realtà sono sketchbook, quaderni sui quali disegnare, scrivere, costruire barchette, aeroplanini e cappellini da muratore. Le storie vengono narrate all’interno della seconda e terza di copertina. É la collana perfetta per i lettori pigri, per i genitori fintamente interessati alle letture dei prorpi figli. Esiste nella versione cartolina e nel formato minibook. Si può leggere distrattamente anche senza seguire la storia, perfetta per i consumatori digitali di giochi e dispositivi portatili. Si narra che i Fratelli Grimm si divertissero a scrivere o riscrivere le favole del tempo dividendosi il compito; uno le dispari e l’altro le pari. La prima uscita è stata illustrata da Angelo Bruno finto illustratore di finti libri per bambini. Si racconta che prima o poi riuscirà a pubblicare un illustrato vero e proprio dal titolo Spotted “Secondo manuale ignobile di zoologia turbata”

favole per bambini